
Una mia risposta ad un partecipante del forum di Finanzaonline sulla metodologia di visione dei grafici ed in particolare quello su Exprivia:
... omissis... Personalmente la mia metodologia operativa è molto piu' cauta e riflessiva (sono un reduce da bolle speculative... ).
Sono un "reduce" dai campi di battaglia del 2000 e della bolla speculativa.
Un vero "disabile" finanziariamente parlando.
Sono rimasto ferito "gravemente", molto gravemente...
E l'esperienza dell'aver visto molto sangue su quei campi, (sangue vero...) , mi porta spesso a valutare e ad avere una "visione" differente rispetto a chi non è stato in "trincea" e in guerra come me.
Una visione e un outllook umili che uniti all'obiettività delle analisi ti porta a verificare con pacatezza cio' che sta accadendo sul grafico.
Voglio capire e non "insegnare" agli altri.
Lungi da me dal farlo.
Non ne avrei le conoscenze.
Sono stato un soldato semplice nella guerra della bolla speculativo e cerco di mettere in atto cio' che ho "vissuto", ma lungi dall'affermare di aver compreso o capito tutto.
E pronto ad ammettere i miei errori e cercare continuamente di correggerli.
Cerco nella Borsa come nella mia vita la "tendenzialità" della conoscenza.
Voglio viverla nella pienezza della consapevolezza dell'essere e del divenire...
Utilizzo unicamente 2 semplici alternative.
Al verificarsi del segnale scatta l'operatività.
Se volete vi espongo come io vedo 'tecnicamente' il momento attuale di Exprivia.
La mia filosofia razionalista ed empirica mi porta sempre a non credere a priori a nulla e diffidare sempre dei segnali che emergono dai grafici.
Segnali di una soggettività intrinseca che ci porterà a vedere cio' che noi vogliamo vedere e non cio' che probabilmente accadrà.
E' un paradosso lo so', ma essendo un astronomo dilettante sono abituato a ragionare in termini scientifici.
Il pensiero deve essere sempre supportato, cosi' come vuole la metodologia e la prassi sperimentale, da prove 'falsificabili' e 'confutabili', e l'analisi tecnica non sfugge al mio modo di osservare il 'mondo', che sia un mondo naturale o un mondo 'finanziario'.
Pertanto, per non sbagliare mi pongo sempre due alternative, in maniera tale che sicuramente una delle due sarà quella giusta.
Semplice, direte voi.
Ma è nella semplicità che si trova la complessità.
Ci sono voluti anni di osservazione per poter giungere alla 'visione' della semplicità, e ancora oggi con l'obiettività e l'imparzialità che mi contraddistingue, ancora non sono del tutto convinto della reale efficacia dell'AT.
Ma in questi anni ho imparato ad osservare, scrutare e a soffermarmi su molti particolari e sfumature che a primo avviso possono sfuggire all'occhio umano.
Vi dico un segreto: quando iniziate un analisi osservate il grafico nudo senza nessun orpello dell'analista tecnico.
Osservatelo allo stesso modo come guardate un quadro del Caravaggio, o di Rembrandt, di Pollock, di Picasso...
Noterete la loro 'pulizia' e la loro chiarezza nell'esporvi cio' che l'autore voleva 'illustrarvi'.
Dovete partecipare Voi stessi alla 'formazione' dell'opera ed immergervi in cio' chè è stato ed in cio' che sarà...
Guardate il grafico di exprivia e notate all'estrema sinistra il trading range laterale che ha portato (una volta violato) a far esplodere le quotazioni.
Ora osservate l'ultima fase: secondo voi salirà ancora?
Potrebbe anche essere un cuneo con implicazioni ribassiste e allora che si fa?
Quanti dubbi attanagliano l'osservatore e l'analista...e allora?
Tornano le due alternative: o si va su' o si va giu'.
Alla violazione della t-line superiore potremmo tornare long, alla rottura della t-line inferiore diventeremo short.
Questo è quello che ci racconta l'AT.
Osservate anche i volumi all'interno del wedge come sono diminuiti.
Invece, secondo la mia modesta opinione, continuerà (tra un singulto e l'altro) a rallentare e a scendere lentamente, e solo quando sarete certi di un inizio di lateralizzazione delle quotazioni allora (e solo allora) potete iniziare a prendere posizioni e iniziare le coperture del caso.
Bisogna imparare a capirne la 'fisiologia', sia quella in salita, sia quella in discesa, poichè l'unica certezza reale è che ci sarà sempre una discesa dopo una salita.
Se cio' non accadesse allora si' che dobbiamo preoccuparci, perchè in quel caso vorrò dire che stiamo salendo su in cielo... per non tornare piu' sulla nostra amata terra...
Un cordiale saluto a tutti.
Nysedow
Al verificarsi del segnale scatta l'operatività.
Se volete vi espongo come io vedo 'tecnicamente' il momento attuale di Exprivia.
La mia filosofia razionalista ed empirica mi porta sempre a non credere a priori a nulla e diffidare sempre dei segnali che emergono dai grafici.
Segnali di una soggettività intrinseca che ci porterà a vedere cio' che noi vogliamo vedere e non cio' che probabilmente accadrà.
E' un paradosso lo so', ma essendo un astronomo dilettante sono abituato a ragionare in termini scientifici.
Il pensiero deve essere sempre supportato, cosi' come vuole la metodologia e la prassi sperimentale, da prove 'falsificabili' e 'confutabili', e l'analisi tecnica non sfugge al mio modo di osservare il 'mondo', che sia un mondo naturale o un mondo 'finanziario'.
Pertanto, per non sbagliare mi pongo sempre due alternative, in maniera tale che sicuramente una delle due sarà quella giusta.
Semplice, direte voi.
Ma è nella semplicità che si trova la complessità.
Ci sono voluti anni di osservazione per poter giungere alla 'visione' della semplicità, e ancora oggi con l'obiettività e l'imparzialità che mi contraddistingue, ancora non sono del tutto convinto della reale efficacia dell'AT.
Ma in questi anni ho imparato ad osservare, scrutare e a soffermarmi su molti particolari e sfumature che a primo avviso possono sfuggire all'occhio umano.
Vi dico un segreto: quando iniziate un analisi osservate il grafico nudo senza nessun orpello dell'analista tecnico.
Osservatelo allo stesso modo come guardate un quadro del Caravaggio, o di Rembrandt, di Pollock, di Picasso...Noterete la loro 'pulizia' e la loro chiarezza nell'esporvi cio' che l'autore voleva 'illustrarvi'.
Dovete partecipare Voi stessi alla 'formazione' dell'opera ed immergervi in cio' chè è stato ed in cio' che sarà...
Guardate il grafico di exprivia e notate all'estrema sinistra il trading range laterale che ha portato (una volta violato) a far esplodere le quotazioni.
Ora osservate l'ultima fase: secondo voi salirà ancora?
Potrebbe anche essere un cuneo con implicazioni ribassiste e allora che si fa?
Quanti dubbi attanagliano l'osservatore e l'analista...e allora?
Tornano le due alternative: o si va su' o si va giu'.
Alla violazione della t-line superiore potremmo tornare long, alla rottura della t-line inferiore diventeremo short.
Questo è quello che ci racconta l'AT.
Osservate anche i volumi all'interno del wedge come sono diminuiti.
Invece, secondo la mia modesta opinione, continuerà (tra un singulto e l'altro) a rallentare e a scendere lentamente, e solo quando sarete certi di un inizio di lateralizzazione delle quotazioni allora (e solo allora) potete iniziare a prendere posizioni e iniziare le coperture del caso.
Bisogna imparare a capirne la 'fisiologia', sia quella in salita, sia quella in discesa, poichè l'unica certezza reale è che ci sarà sempre una discesa dopo una salita.
Se cio' non accadesse allora si' che dobbiamo preoccuparci, perchè in quel caso vorrò dire che stiamo salendo su in cielo... per non tornare piu' sulla nostra amata terra...
Un cordiale saluto a tutti.
Nysedow
illuminante! Grazie
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