Il trucco è mettere in chiaro la differenza tra ciò che voi volete che accada e quello che sapete che accadrà.


martedì 24 luglio 2007

1- Lo swing trading
2- Il breakout (breakdown) trading

Nel primo caso si entra su tenuta di un supporto o resistenza, nel secondo caso si entra su violazione del suddetto supporto o resistenza.
Quindi fondamentalemnte sono tecniche operative in antitesi perchè su una resistenza uno swing trader entra short ed uno break-trader entra long.
Però esistono dei parametri che possiamo analizzare e che possono darci una mano a vedere quale delle due tecinche utilizzare a seconda delle situazioni, cioè fondamentalmente si tratta di capire se arrivati in prossimità di un punto di equilibrio ci sono le condizioni perchè si verifichi una rottura o una tenuta di quel livello.
Innanzitutto quindi vediamo come possiamo operare una selezione dei titoli che possono interessarci e quali parametri andare ad osservare:

Volatilità.
  • A noi interessano i titoli che sono molto compressi (di lì a poco possono avere esplosioni di volatilità) o molto volatili.
  • Quindi andremo a cercare ad esempio titoli che hanno candele o barre con range molto ristretti ma che in passato hanno dato prova di essere molto volatili.
  • La volatilità è misurata dall’altezza delle barre.
    Questo vale ancora di più per chi opera intraday: chi opera intraday al contrario di quanto normalmente si ritiene deve cercare delle barre corte (poca volatilità) perché dopo di esse è facile che arrivino delle barre alte, cioè giorni long range: i giorni di alta volatilità sono quasi sempre preceduti da quella a bassa volatilità.
  • Periodi di basse escursioni giornaliere saranno seguiti da periodi di alte escursioni.
  • Dobbiamo cercare mercati o titoli che siano stati volatili in passato e che abbiano avuto estesi range giornalieri, ma che attualmente abbiano range di escursione limitata, poiché sappiamo che sta per arrivare una serie di range molto estesi.
  • Dobbiamo andare alla ricerca degli inside day nella speranza che successivamente si verifichi un outside day.
  • Si chiama inside day una seduta nella quale i prezzi sono contenuti nel range (minimo-massimo) della seduta precedente.
  • Questo significa che il mercato è congestionato.

Volumi.

  • Volumi anomali stanno a significare che può esserci qualche notizia riservata che è nota solo agli insider.
  • Quindi andremo a cercarci quei titoli che abbiano aumenti di volumi, come ad esempio il doppio della media degli ultimi 20 giorni.
  • Però attenzione che quando arrivano i volumi spesso il break già c'è stato, come vedremo i volumi sono più un parametro per ritenere valido un breakout.

Minimi e massimi significativi.

  • Andremo a cercarci titoli che abbiano fatto un minimo o un massimo annuale o degli ultimi 2 mesi o che siano in prossimità di questi livelli.
  • Queste situazioni attirano i trader e possono essere le occasioni per operare sul breakout o sulla tenuta dei questi livelli (fakeout, cioè false rotture di supporti o resistenze).
  • Innanzitutto chiediamoci perché monitoriamo questi livelli.
  • I massimi ed i minimi precedenti sono aree di prezzo sulle quali si accumula la tensione degli operatori desiderosi di prendere posizione.
  • Su questi livelli i prezzi o fanno delle rotture (breakout in caso di rottura rialzista o breakdown in caso di rottura ribassista attirando l’attenzione dei break-traders) oppure rimbalzano e tornano indietro (fakeout che attirano l’attenzione degli swing traders).
  • La mancata rottura di supporti e resistenze spesso da luogo a reazioni molto violente in quanto viene negata l’ipotesi rialzista o ribassista ed i traders si affrettano a cambiare idea generando un movimento nella direzione opposta a quella della rottura fallita.
  • In sostanza quindi si tratta della tenuta di supporti e resistenze, che rappresentano interessanti opportunità di trading.

L'ingresso sul breakout o l'ingresso sulla tenuta dei supporti e resistenze.

  • Nella prima noi entriamo nella speranza che la rottura sia reale ed andiamo a cogliere un moviemnto forte che presumibilmente ci sarà dopo la rottura di questi livelli di supporto o resistenza, nel secondo caso invece noi entriamo sul presupposto che la rottura sia falsa e quindi ci aspettiamo un rimbalzo nella direzione opposta.
  • Esistono una serie di filtri e di considerazioni che possono farci propendere per una tecnica o per l’altra che vedremo in seguito.
  • Il breakout avviene normalmente dopo un intensa lotta tra rialzisti e ribassisti che bloccano il movimento di un titolo all'interno di un’area ben delimitata.
  • Il presupposto alla base del suo sfruttamento operativo risiede nella constatazione che una volta rotta la resistenza o il supporto il trend sia libero di esprimersi supportato dalla convinzione che sia stata sconfitta la parte avversa.
  • Sui breakout vige la regola secondo la quale i prezzi tenderanno a muoversi nella stessa direzione in cui avviene la rottura.
  • Un breakout attira molti traders che vanno in acquisto.
  • Questi acquisti a loro volta generano altri acquisti.
  • Il problema è capire quando è vera rottura o no, in quanto si è visto statisticamente che nel 55-60% dei casi i breakout sono fasulli, cioè creati da arte dalle mani forti.
  • Cioè questo tipo di tecnica rispetto allo swing trading fa scattare più volte gli stop loss però ha il vantaggio che quando il trend va si guadagna molto recuperando le tante piccole perdite subite.
  • Il problema principale è dunque distinguere i falsi breakout da quelli reali.
  • Esistono una serie di regole operative che possono aiutarci a qualificare il breakout e valutare in anticipo se ha la forza necessari a mantenere la spinta nella direzione intrapresa.

Cosa ci dice se un breakout è buono?

  • A questo punto se siamo entrati alla violazione della resistenza ci chiediamo se questo possa essere un movimento che dura.
  • Pertanto andiamo ad osservare un po' di cosette che ci fanno capire che il movimento è reale.
  • 1-Quando si ha un’esplosione dei volumi (ciò è importante più per il breakout che per il breakdown) il che significa che gli ordini nel book sono stati spazzati via da una corrente di acquisti (in caso di breakout) o di vendite (in caso di breakdown).
  • 2-Quando il breakout è effettuato con un’esplosione della volatilità.
  • 3-Quando la chiusura è concorde con la rottura, pertanto un breakout deve avvenire con chiusura di barra superiore all’apertura (candela bianca o verde), viceversa un breakdown deve avvenire con chiusura inferiore all’apertura (candela nera o rossa).
  • 4-Poi è importante anche la posizione della chiusura di barra rispetto al livello di rottura, cioè noi vogliamo che il break sia confermato in chiusura (se partecipano solo i piccoli poi il titolo ripiega, mentre se partecipano pure i grandi è più difficile che ciò avvenga): pertanto in caso di breakout la chiusura di barra deve essere al di sopra della resistenza violata, in caso di breakdown deve essere al di sotto del supporto violato.
  • 5-Altri filtri sono rappresentati da indicatori di ipercomprato o ipervenduto come l’RSI. Se il breakout avviene quando un indicatore di ipercomprato è già ai massimi è possibile aspettarsi quantomeno un pullback dopo la rottura e quindi si può evitare di entrare long. Abbiamo già visto che nel momento in cui c'è stato il break questi indicatori non erano ancora in eccesso perchè si veniva da una fase di lateralità.
  • 6-Un ulteriore filtro può essere rappresentato da indicatori di trend come l’ADX (14) o da qualche media come la MM 200. Ad esempio possiamo evitare di fare un trade long in un’ottica di breve termine se il trend è ribassista (ADX<30>30 e +DI > -DI ed i prezzi sono sopra la MM 200).

Operatività e livelli di entry o out.

  • Operativamente si può entrare verso la fine della giornata nella quale è avvenuto il breakout quando si è visto che le condizioni sopra riportate sono rispettate (questa è un’operatività più aggressiva ma un po’ più rischiosa).
  • Lo stop loss può essere posto due tick sotto il minimo della barra che ha fatto il breakout.
  • Analogamente in caso di breakdown si può entrare a fine seduta ponendo lo stop loss sopra al massimo della barra.
  • Un’operatività meno aggressiva consiste nell’aspettare il giorno seguente ed andare long su violazione del massimo della barra di breakout.
  • In questo caso però bisogna decidere dove mettere lo stop loss.
  • Se lo metto sotto la barra di ingresso rischio di perdere meno se mi scatta e però è più facile che venga preso nel moviemnto di pullback, come avviene nel grafico seguente.
  • Per dargli più spazio posso considerare come livello di stop loss sempre il minimo della barra di breakout (a fronte però di una possibilità di perdita maggiore) sotto la barra di breakout.
  • Analogamente si va short su violazione del minimo della barra di breakdown ponendo lo stop due tick sopra la barra di ingresso o sopra la barra di breakdown.

Swing trading (ingresso su falso breakout o breakdown, cioè su tenuta della resistenza o del supporto)

  • Innanzitutto chiediamoci perché monitoriamo questi livelli.
  • I massimi ed i minimi precedenti sono aree di prezzo sulle quali si accumula la tensione degli operatori desiderosi di prendere posizione.
  • Su questi livelli i prezzi o fanno delle rotture (breakout in caso di rottura rialzista o breakdown in caso di rottura ribassista attirando l’attenzione dei break-traders) oppure rimbalzano e tornano indietro (fakeout che attirano l’attenzione degli swing traders).
  • La mancata rottura di supporti e resistenze spesso da luogo a reazioni molto violente in quanto viene negata l’ipotesi rialzista o ribassista ed i traders si affrettano a cambiare idea generando un movimento nella direzione opposta a quella della rottura fallita.
  • In sostanza quindi si tratta della tenuta di supporti e resistenze, che rappresentano interessanti opportunità di trading.
  • Per identificare supporti e resistenze “apparentemente” violati, si deve attendere un nuovo massimo o un nuovo minimo (quindi una violazione momentanea) e successivamente si attende un segnale di conferma della tenuta di quei livelli. Vediamo come si fanno questi tarde.
  • Facciamo due esempi:
  • 1-Partiamo dallo swing trading high cioè dall’ingresso short su tenuta della resistenza o falso breakout.
    Aspettiamo quindi che un titolo faccia un nuovo massimo.
    Nel grafico osserviamo che una candela fa un nuovo massimo violando un significativo massimo precedente (che può essere un massimo annuale o un massimo degli ultimi due mesi).
    La barra che ha fatto il nuovo massimo è la nostra barra di set up.
    Il minimo di questa barra sarà il nostro punto di ingresso short (uno-due tick sotto). Se il livello di ingresso viene saltato da un gap non si entra.
    Lo stop loss dipende dalla propensione al rischio: può essere messo due tick sopra il massimo della barra di ingresso (ma in questo caso essendo più vicino è più facile che possa essere preso) oppure può essere messo due tick sopra al massimo della barra di set up.
    Questo trade può essere filtrato dall’analisi dei volumi, dell’ipercomprato.
    Se sale con pochi volumi ed è in forte ipercomprato è possibile che la rottura sia falsa e che quindi il nostro trade possa andare bene.
    Nel caso in cui la barra successiva a quella che ha fatto il nuovo massimo sia una inside day bar (cioè che sia compresa nel range della barra precedente, quella di set up) allora si sposta il punto di ingresso sotto al minimo di questa barra (cioè la barra inside). Gli stop vengono messi allo stesso modo ed i filtri da utilizzare sono gli stessi: volumi ed ipercomprato.
  • 2-Gli stessi analoghi ragionamenti si fanno nel caso dell’esempio opposto, cioè un nuovo minimo significativo su test di un minimo precedente, in pratica un falso breakdown.
    Chiamiamo questo trade: swing trading low.
    La barra di setup è la barra che segna il nuovo minimo.
    Si va long al superamento del massimo di questa barra.
    Se c’è una inside day bar si aspetta il giorno successivo e si può andare long al superamento del massimo della barra inside.
    Se il livello di ingresso viene saltato da un gap non si entra.
    Lo stop loss va messo sotto al minimo della barra di ingresso o sotto al minimo della barra di setup.
    Anche in questo caso il trade viene filtrato dall’analisi dei volumi e dell’ipervenduto.
    I volumi sono ancora più importanti che nell’esempio opposto.
    Infatti quando un supporto regge con volumi in aumento significa che molti a quei prezzi ritengono l’acquisto conveniente ed è probabile un rimbalzo.

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