Il trucco è mettere in chiaro la differenza tra ciò che voi volete che accada e quello che sapete che accadrà.


sabato 26 maggio 2007

PIANETA DI GHIACCIO.

di Claudio Elidoro - Fonte: Université de Liège

  • GJ 436b non è una novità assoluta per gli astronomi che si occupano di pianeti extrasolari.
  • Scoperto nel 2004, questo piccolo pianeta in orbita intorno a GJ 436, una nana rossa a 30 anni luce dalla Terra, aveva subito suscitato molto interesse.
  • La sua massa era valutata 22 volte quella del nostro pianeta e questo dato lo rendeva molto simile a Urano o Nettuno.
  • La sua distanza dalla stella, però, era solamente 4 milioni di chilometri, cioè circa un quindicesimo di quanto dista Mercurio dal Sole.
  • Davvero difficile saperne di più su quello strano pianeta, ma recenti osservazioni compiute nel corso di un transito ci hanno schiuso orizzonti davvero inattesi.
  • Un team di astronomi coordinati da Michael Gillon (Université de Liège) ha raccolto la minuscola variazione di luce di GJ 436 quando il piccolo pianeta si è frapposto tra la stella e la Terra e da queste misurazioni ha dedotto che le dimensioni del pianeta sono circa quattro volte quelle della Terra.
  • Semplice a questo punto, conoscendo la massa e le dimensioni, ottenere una valutazione della densità di questo pianeta.
  • Con non poca sorpresa si è così scoperto che GJ 436b dovrebbe essere principalmente composto di acqua.
  • I ricercatori hanno così proposto un paio di modelli planetari accomunati nel prevedere la presenza di un nucleo roccioso circondato da uno spesso strato di ghiaccio.
  • Resta però da chiarire un punto piuttosto delicato. Fatti altri conti, infatti, si è appurato che, data l'estrema vicinanza alla sua stella, la temperatura sulla superficie del pianeta si aggira intorno ai 300 gradi centigradi.
  • Come conciliare tutto quanto?
  • Secondo Gillon e i suoi collaboratori l'elevata pressione all'interno del pianeta avrebbe modificato la natura cristallina del ghiaccio trasformandolo nei cosiddetti Ghiaccio VII e Ghiaccio X, due stati solidi dell'acqua estremamente esotici - sulla Terra esistono solo in laboratorio - in grado di sopportare temperature più elevate di quelle abitualmente affrontate dal ghiaccio nostrano.
  • Sempre stando a quanto suggeriscono i ricercatori non si può neppure escludere che, per effetto delle elevate temperature della sua superficie, GJ 436b possa anche possedere una atmosfera satura di vapore d'acqua.
  • "E' davvero un passo importante nel cammino verso la scoperta e lo studio di quei pianeti che più assomigliano alla Terra"- ha commentato Gillon.
  • Ma è anche una scoperta davvero cruciale per chi si occupa di pianeti extrasolari: GJ 436b e il suo ghiaccio esotico, infatti, ci mettono sotto il naso uno scenario in cui piccoli pianeti ricchi d'acqua liquida (e magari dotati di una atmosfera) potrebbero essere molto più diffusi di quanto immaginiamo.

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